L’Autorità interviene con una delibera: numerazioni 4XXXX interoperabili e di pubblico dominio.
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) il 6/7/2007 ha pubblicato sul proprio sito internet la delibera n. 44/07/CIR.
In tale delibera l'AGCOM avvia una consultazione pubblica ed esprime le proprie valutazioni ed orientamenti in merito alla revisione del piano di numerazione attualmente regolato dalla delibera n. 9/2003/CIR.
In tale delibera si legge:
"L'impiego della numerazione in decade 4 vede attualmente, da parte degli operatori dotati di rete, l’offerta di una ampia varieta' di servizi che certamente non possono essere classificati tutti come “interni di rete”, alcuni dei quali, invece, sono palesemente ascrivibili alla categoria dei servizi a sovrapprezzo.
Si ritiene che tale situazione debba essere seriamente considerata, approntando in sede di revisione del Piano le disposizioni necessarie a sopperire ad eventuali precedenti carenze normative ed a contrastare efficacemente usi non corretti della numerazione."
Traducendo:
- L'AGCOM nel 2003 aveva emesso una regola che diceva che i numeri in decade 4 erano solo per i servizi interni di rete e che non necessitavano di interoperabilità fra le varie reti.
- L'AGCOM deve vigilare e assicurare il rispetto delle norme, e ha il potere e il dovere di comminare sanzioni a chi non le rispetta.
- L'AGCOM in una delibera ufficiale, 4 anni dopo la propria normativa del 2003, prende atto che tali norme sono "ampiamente e variamente" violate
- Nonostante questo, l'AGCOM non ha comminato alcuna sanzione, e ora decide di cambiare le norme per... "contrastare efficacemente usi non corretti della numerazione"!!!
Questo modo di procedere ci sembra assai pericoloso per uno Stato di Diritto: sembra infatti creare una nuova prassi per suggerire modifiche legislative, e cioè semplicemente non rispettare le leggi esistenti... se si ha un volume d'affari abbastanza elevato.
Ciò premesso, approviamo buona parte degli orientamenti espressi dall'AGCOM. Il più grave rischio a cui ci si espone nel modificare la normativa esistente è però quello di lasciare inavvertitamente dei "buchi", delle "zone grige" che siano di appiglio per gli Operatori a mantenere lo status quo (assenza di concorrenza). Non sarebbe la prima volta che accade, in Italia. Ecco perchè insistiamo a chiedere, prima di procedere ad un eventuale riesame della normativa:
- sanzioni per i soggetti che hanno tenuto contegni illegittimi rispetto alla normativa ancora in essere
- emissione di delibere dirette all'interruzione immediata di tali contegni.
Commento agli orientamenti espressi nell'allegato B della delibera:
Nella delibera l'AGCOM evidenzia che i servizi offerti attraverso le numerazioni 4XXXX consistono principalmente in servizi a sovrapprezzo e in non servizi interni di rete come previsto dalla normativa vigente.
La proposta dell'AGCOM è quella di mantenere tali numerazioni brevi per i servizi a sovrapprezzo, considerando che rispetto a quelle già regolamentate (a 9 cifre), sono ricordabili più facilmente dai consumatori; queste numerazioni verrebbero dedicate ufficialmente ai servizi a sovrapprezzo e diventerebbero PUBBLICHE, come tali interoperabili ed assegnabili dal Ministero delle comunicazioni al pari di tutte le altre numerazioni a chiunque ne faccia richiesta. Su tutto questo concordiamo pienamente.L'interoperabilità garantisce la conocorrenza tra gli operatori, si suppone quindi che le retrocessioni(1) corrisposte ai Content Service Provider aumentino, arrivando almeno a quelle dei servizi 166/899, ovvero non inferiori al 75% (attualmente invece vanno dal 30% al 60%).
L'AGCOM inoltre sottolinea come il costo di attivazione delle numerazioni brevi per i servizi a sovrapprezzo sarà analogo a quello di altre numerazioni che presentano disponibilità similari.
Questa modifica al piano di numerazione interromperebbe finalmente l’assegnazione arbitraria di queste numerazioni effettuata finora dagli operatori.
Finalmente ogni azienda potrà vendere servizi al prezzo che ritiene più concorrenziale, nei limiti di prezzo fissati dall'Autorità.
Nella parte finale della delibera, l'AGCOM prevede un periodo transitorio di almeno sei mesi per consentire alle aziende e alle Istituzioni di adeguarsi alle nuove disposizioni, ma sottolinea che in questo periodo potrebbe essere consentita la prosecuzione dei servizi solo nel rispetto delle norme vigenti.
Considerato che:
- la normativa vigente prevede l’utilizzo delle numerazioni 4XXXX solo per servizi interni di rete erogati dall'operatore stesso
- gli operatori di telefonia, come evidenziato dalla stessa AGCOM nella delibera, "utilizzano tale numerazione per offrire un’ampia varietà di servizi che certamente non possono essere classificati tutti come “interni di rete”, ma che sono palesemente ascrivibili alla categoria dei servizi a sovrapprezzo"
- l'AGCOM dovrebbe ordinare la sospensione di tutti i servizi a sovrapprezzo attualmente forniti in decade 4, fino all'entrata in vigore delle nuove norme.
- l'AGCOM dovrebbe ordinare agli Operatori di attivare una numerazione ad ogni Content Service Provider che ne faccia richiesta, entro un tempo ridotto e comunque inferiore a 30 giorni, senza contributi di attivazione o minimi garantiti (condizioni a cui gli attuali Content Service Provider hanno lavorato in questi anni), stabilendo norme che facilitino l'equa redistribuzione delle quote di mercato attuali, ottenute in modo illegittimo dagli operatori del settore, come ad esempio la pubblicizzazione dei servizi aperti dai nuovi Content Service Provider a carico degli Operatori di rete.
Segnala il tuo caso
Diverse decine di aziende ci hanno segnalato casi di mancate assegnazioni di numerazioni Premium da parte degli operatori italiani.
Se sei il rappresentante legale di un'organizzazione che è stata discriminata, ti invitiamo a segnalarcelo, indicando anche la quantificazione approssimativa dei danni economici subiti, scrivendo ad info AT smsvas.com (sostituire AT con @).